L’eroe silenzioso

La locadina de L'eroe silenzioso

La libertà come principio imprescindibile. La reciprocità come valore umano fondamentale per un futuro in armonia. I gesti di resistenza come patrimonio comune, liberi da vincoli ideologici e politici.
Sono alcuni dei messaggi de L'eroe silenzioso, il nuovo documentario del regista Massimiliano Montefameglio che racconta la storia di Spagnolo Spagnoli, l'uomo che alla fine della seconda guerra mondiale assieme a un gruppo di amici ha rischiato la propria vita per salvare alcuni prigionieri dai nazisti con un incredibile stratagemma.

Un episodio rimasto nel silenzio per più di 70 anni e che oggi viene raccontato dalla viva voce dell'unico testimone oculare, il pittore Giorgio Michetti, che accompagnerà lo spettatore tra le suggestive atmosfere della Viareggio di inizio '900 e i drammatici momenti dell'occupazione nazista e della deportazione di militari e civili.
Prodotto dall'associazione Rossocarminio con la partecipazione della Regione Toscana, L'eroe silenzioso è stato presentato al pubblico il 19 gennaio 2019 presso il Cinema Comunale di Pietrasanta. L’evento, patrocinato dal Comune di Pietrasanta, ha aperto le celebrazioni del Giorno della Memoria, il 27 gennaio, dedicato allo sterminio e alle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Il regista Montefameglio si sofferma sull'importanza di raccontare una storia rivolta a tutti, che vada oltre le ideologie:

«Quello che mi ha attratto di questa storia non è soltanto l'incredibile stratagemma con cui queste persone hanno liberato dei prigionieri dai nazisti. Mentre scrivevo la sceneggiatura è emerso uno scenario di coraggio, umanità, generosità e reciprocità che mi ha colpito molto. Questi uomini hanno rischiato la propria vita per salvare persone di cui non conoscevano neppure il nome. Non era una questione ideologica: era una semplice questione di vita e di morte, di salvezza. Di bene e di male, se vogliamo.»

Il Cinema Comunale di Pietrasanta durante la presentazione del documentario

Il documentario, oltre alla straordinaria testimonianza del Maestro Giorgio Michetti, è arricchito da un'intervista esclusiva a Onorato Spagnoli, figlio di Spagnolo, l'eroe silenzioso, che permetterà allo spettatore di ricostruire la figura dell'uomo e gli eventi che lo hanno portato a compiere il suo incredibile gesto. Gli interventi storiografici sono affidati agli storici Andrea Mariuzzo (Scuola Normale Superiore di Pisa) e Gianluca Fulvetti (Università di Pisa), che propongono un'intensa lettura della cronologia del secondo conflitto mondiale. A questo proposito, Montefameglio ha strutturato il documentario mettendo in parallelo gli eventi internazionali e quelli locali, restituendo in maniera più efficace gli stati d’animo dei personaggi alla luce dei grandi eventi politici e bellici dell’epoca. A questi interventi si affianca la storica dell'arte Antonella Serafini, che ricostruisce il contesto culturale e artistico degli anni '30 e '40, offrendo allo spettatore un affascinante viaggio nel tempo attraverso gli splendori di una Viareggio d'altri tempi. La narrazione è affidata alla voce di Roberto Fidecaro, mentre la suggestiva colonna sonora è di Joachim Heinrich.


L'eroe silenzioso si avvale dell’uso di numerosi filmati d’epoca, tra cui immagini private di Adolf Hitler girate da Eva Braun, materiale filmico proveniente dall’Us National Archive e immagini d'epoca della Versilia. Silvana Vialli, il Fondo Vialli el'Istituto Parri di Bologna, tra le più importanti collezioni fotografiche sui Deportati Militari Italiani, hanno accettato di mettere a disposizione della produzione il proprio, prezioso materiale fotografico, testimonianza straordinaria della deportazione e detenzione degli degli IMI nei campi di lavoro e di concentramento. Franca Polizzano, produttrice esecutiva del documentario, pone l'attenzione sul senso del progetto:

«Non è un caso che abbiamo scelto di raccontare proprio questa storia. infatti, oltre a essere un episodio incredibile e avere  per protagonisti un gruppo di uomini di grande coraggio, è raccontata da un testimone oculare d'eccezione; un artista che ha vissuto un intero secolo e due guerre mondiali, di cui una combattuta. E, come avviene spesso, si tratta di un episodio che non si trova sui libri di Storia e che contiene un messaggio importante. Un messaggio pieno di speranza per le generazioni future e per un Paese, l'Italia, che ancora oggi si divide su qualsiasi cosa con troppa facilità.»